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PER CHI NON LO CONOSCE SCOPRIAMO ENEGO:
Ènego (Ghenebe in cimbro) è un comune italiano di 1 560 abitanti della provincia di Vicenza in Veneto. Si trova nella parte orientale dell’altopiano dei Sette Comuni.




LA SEDE DELLA MIA AGENZIA:
ALCUNE INFORMAZIONI SULLA GEOGRAFIA FISICA, LA STORIA, I MONUMENTI, I SENTIERI E LE ATTIVITA’ DI RISTORAZIONE – SVAGO DA ME CONSIGLIATE:
GEOGRAFIA FISICA (fonte wikipedia)
Il territorio comunale si estende sull’estremità orientale dell’Altopiano dei Sette Comuni scendendo poi sul fondo del canale di Brenta sino alla riva destra del fiume.
Solo le frazioni Piovega di Sotto e di Sopra si trovano sul fondovalle. La gran parte dei centri abitati, capoluogo compreso, si trova lungo le pendici dell’Altopiano, tra i 400 e i 900 m s.l.m.
Buona parte del territorio comunale, comunque, si estende verso l’interno dell’altopiano, comprendendo la piana di Marcesina e il monte Ortigara.

STORIA (fonte wikipedia)
Il toponimo ha etimologia incerta; potrebbe derivare da un nome germanico (Enika) o latino (Enicus o Enno) con l’aggiunta del suffisso –icus.
Grazie alla sua posizione, ai limiti dell’altopiano di Asiago e affacciata sul Canale di Brenta e la Valsugana, la zona di Enego suscitò l’interesse della civiltà sin dall’epoca romana. Probabilmente fu in questo periodo che sorse un primo insediamento, una stazione di sosta e rifornimento lungo la strada che conduceva in Germania. Attorno al III secolo, quando si verificarono le prime invasioni barbariche, venne eretto un fortilizio di cui restano i ruderi in località Bastia.
Nel XII secolo Enego divenne feudo dei vescovi di Padova, da cui passò in seguito a quelli di Vicenza e infine agli Ezzelini. Nel 1260, dopo la morte di Ezzelino III da Romano, passò al comune di Vicenza[6]. Sotto la signoria di Cangrande della Scala, attorno al 1330, fu costruito un altro castello di cui oggi resta un torrione.
Nel corso del medioevo tutto l’altopiano, e quindi anche Enego, fu colonizzato da popolazioni di origine Bavarese e Tirolese, i cosiddetti Cimbri. I Cimbri mantennero per secoli una propria identità, distinguendosi dal resto della popolazione per lingua e usanze. Nel 1310, durante il periodo scaligero, si riunirono nella Spettabile Reggenza dei Sette Comuni che si mantenne anche nelle successive dominazioni viscontea (1387–1404) e veneziana (1404–1797)
Nel 1508 Enego venne occupata dall’esercito della Lega di Cambrai, ma tornò presto alla Serenissima. Tra il Cinque e il Seicento insorsero delle controversie con i vicini di Grigno sul possesso della Marcesina e del monte Frizzon.
Con la caduta della Repubblica di Venezia e l’arrivo di Napoleone la secolare federazione fu sciolta.
Durante il Risorgimento molti eneghesi si distinsero come patrioti, ma solo con la terza guerra d’indipendenza, nel 1866, il Veneto passò al neonato Regno d’Italia.
Durante la grande guerra l’altopiano si venne a trovare lungo la linea del fronte e la stessa Enego subì gravi devastazioni. Mentre i soldati combattevano aspramente, specie attorno al monte Ortigara, la popolazione civile fu costretta ad abbandonare il paese per stabilirsi profuga nel sud dell’Italia.
Salmerie austro-ungariche a Enego durante la Grande Guerra (1917).
MONUMENTI E LUOGHI D’INTERESSE
Duomo di Santa Giustina (fonte wikipedia)
Sorge sul punto più alto del paese ed è raggiungibile attraverso una lunga scalinata in biancone.
La prima citazione del Duomo di Santa Giustina risale al 1429, mentre documenti di poco successivi ne ricordano la dipendenza dalla pieve di Arsiè.
L’edificio sacro ha una storia travagliata. Subì una ricostruzione verso la metà del secolo successivo, venendo consacrato nel maggio 1552. Già nel 1613, tuttavia, venne distrutto da un incendio; prontamente ricostruito, bruciò nuovamente nel 1762. L’attuale chiesa fu innalzata tra il 1792 e il 1807 su progetto dell’architetto Francesco Menegazzi e già prima della fine dei lavori, nel 1804, ricevette il titolo di arcipretale. Negli ultimi decenni ha subito alcuni restauri e rinnovi; in particolare, nel 1957 fu decorata l’abside, nel 1958 fu realizzata la bussola sulla facciata e nel 1962 fu costruito il battistero e rifatto il pavimento. Anche il campanile è recente: fu realizzato tra il 1945 e il 1953.
L’opera più rilevante, esposta sulla controfacciata, è la pala di Santa Giustina in trono con i santi Rocco, Sebastiano e Antonio abate di Jacopo da Ponte. Assieme alla Cena in Emmaus dipinta sullo sportello del tabernacolo, è ciò che resta di un più vasto intervento pittorico realizzato dal pittore bassanese e da suo figlio Francesco, andato distrutto dall’incendio secentesco: sappiamo che Jacopo realizzò un ciclo di affreschi sulle pareti e la volta del presbiterio, cui aggiunse più tardi ventotto storie dell’Antico Testamento sul soffitto; a Francesco spettarono altri affreschi sulle pareti della navata con dieci episodi della vita di Gesù.
Gli altri dipinti sono più recenti: il Gesù Cristo imprigionato è di Rita Maluta (1933), mentre la decorazione a encausto dell’abside è opera di Piero Favaro (1957).
Torre scaligera (fonte wikipedia)
Si erge nella centralissima piazza San Marco ed è ciò che resta di una più vasta fortificazione fatta costruire da Cangrande della Scala attorno al 1330. Il complesso originario era di forma quadrangolare, con quattro torri poste agli angoli collegate fra loro da mura.
Sulla sommità dell’edificio spicca, scolpito su una pietra, lo stemma degli Scaligeri.

Monumento ai Caduti di Guerra (fonte wikipedia)
Sito in Piazza San Marco ricorda i Caduti di Guerra. Frontalmente riporta “Enego nella grande guerra estremo baluardo della Patria a perenne tributo di riconoscenza e di amore ai conterranei gloriosamente caduti eresse. MCMXXV“.
Sul Monumento sono incisi i nomi di 213 Caduti, raggruppati in 11 elenchi: Morti in combattimento Guerra europea (54 Caduti), Morti per causa della Guerra europea (45 Caduti), Dispersi nella Guerra europea (13 Caduti), Morti in prigionia Guerra europea (21 Caduti), Morti in combattimento nella Guerra eritrea (1 Caduto), Morti per causa della Guerra libica (3 Caduti), Caduti dispersi Guerre 1935-1940-1945 (2 Caduti), Dispersi sul fronte russo (23 Caduti), Caduti in combattimento su altri fronti (11 Caduti), Partigiani caduti e deportati deceduti in campi di concentramento (19 Caduti), Morti per causa della Guerra (21 Caduti).

Alcune foto di Piazza San Marco (centro storico di Enego), il martedì mattina come si può vedere è presente il mercato con banchi di vario genere, dal vestiario ai prodotti tipici autoctoni.

PARCO ATTREZZATO
A poca distanza dal centro storico (circa 150 ml) troviamo il parco pubblico attrezzato con giochi per bambini, tavoli con panchine per rilassarsi e alcune sculture in legno degli animali caratteristici del luogo.
Bastia
A valle di Enego, nei pressi di un tornante della provinciale per Primolano, si trovano le case Bastia, una minuscola borgata formata da alcune vecchie abitazioni e da un rudere di età imprecisata, detto appunto Bastia, costituito dai resti di un torrione quadrato. Tracce di strutture murarie e altri reperti sussistono tutt’intorno, spingendosi a nordovest sino alla località Giardinetto.
Della Bastia si hanno riferimenti scritti solo dopo l’anno Mille, ma le sue origini sono ben più antiche. Si ritiene che essa facesse parte di un sistema difensivo piuttosto vasto che, sin dalla penetrazione romana nel Canale di Brenta, assicurava il controllo degli accessi all’Altopiano dei Sette Comuni e al Feltrino. In questo complesso ricadevano anche il Covolo di Butistone, sul versante opposto della vallata, e il Castello della Scala, presso Primolano.
Questa ipotesi è confermata dalla successiva documentazione medievale, dove la Bastia viene sempre citata accanto al Covolo. Ma a differenza di quest’ultimo, che continuò a funzionare anche nei secoli successivi, essa scompare dai documenti sul finire del Trecento: l’ultima notizia risale al 1386 quando da qui gli Scaligeri attaccarono il Covolo presidiato dai Padovani. Fu probabilmente l’avvento dell’artiglieria a rendere inservibili le strutture del castello, tuttavia le alture della costa della Bastia mantennero a lungo la loro importanza strategica, sino alla campagna d’Italia combattuta da Napoleone[10].
Forte Lisser
Il forte Lisser manufatto della Grande Guerra, sorge nella cima dell’omonimo monte ed è raggiungibile percorrendo il sentiero CAI 865 oppure anche in auto su strada sterrata da località Tombal. Costruzione importante e da poco restaurata come museo, può essere visitata durante la bella stagione. Il forte fu costruito tra la fine del 1911 e il 1914. L’opera faceva parte dello Sbarramento Brenta-Cismon ed aveva il compito di sbarrare l’accesso alla Valsugana orientale in caso di attacco nemico.
Altre Chiese
In centro oltre al Duomo di Santa Giustina si trova la chiesa dedicata a San Antonio Campestre nei pressi del parco pubblico e la chiesetta di Via Madonnina, Madonna di Lourdes.
Nella Frazione di Stoner, lungo la strada provinciale in direzione Asiago, troviamo la chiesa del Sacro Cuore di Gesù e nelle vicinanze, in località Godeluna, la chiesetta dedicata a San Valentino.
Proseguendo da un sentiero oppure ritornando ad Enego si può arrivare alla frazione Valgoda, dove è presente la chiesa della Beata Maria Vergine del Rosario.
Nella frazione di Fosse di Mezzo è invece edificata la chiesa dedicata al patrono San Giuseppe Operaio.
In località Frizzon una chiesa sorta in origine per la Madonna di Monte Berico è stata poi convertita a sacello per ricordare i Caduti e Dispersi durante la campagna di Russia con al suo interno circa 800 lapidi.


Infine la più distante dal paese, che si trova invece nella Piana di Marcesina nella parte alta della strada dei lotti ed è dedicata a San Lorenzo.
- AQUILA DI VAIA E MARCESINA
Panoramica del capolavoro del maestro Marco Martalar, alta 7 mt e larga 5 mt, si erge in una collina immersa nella piana di marcesina in localitá barricata in comune di Grigno (TN). Per realizzarla l’artista di Roana ha impiegato 1800 viti, 100 metri di tavole e murali in larice coperti con 1500 pezzi di radici e altro materiale raccolto nel raggio di un km. È stata creata per ricordare la tremenda catastrofe che ha abbattuto interi boschi sulla piana di Marcesina, poi luogo del più grande cantiere forestale d’Europa. L’ Aquila rappresenta la forza della natura che qui si è scatenata con enorme aggressività e potenza.
- ALCUNI SCATTI DELLA MARCESINA
- SENTIERI

Sentieri storici, mistici, mozzafiato, delle curiosità. Immersi nella natura e pensati sia per le famiglie che per gli sportivi. Le mappe si trovano davanti a piazza San Marco antistante il caffè Fontana, altrimenti scaricando il pdf al seguente link https://www.enegonatura.it/assets/brochure.pdf (fonte sito enegonatura.it).
- Sentiero degli dei;
- Sentiero della pietra;
- Sentiero dei sensi;
- Sentiero dell’acqua;
- Sentiero dei conti;
- Sentiero panorama;
Alcune foto scattate da noi nel periodo tra inizio marzo 2021 e oggi:
ATTIVITA’ DI RISTORAZIONE SVAGO DA ME CONSIGLIATE:
–Birreria ciclamino;


https://www.birreriaciclamino.it/
–Trattoria setteteste;


https://www.facebook.com/setteteste/
-Osteria alla pietra;



https://www.facebook.com/Osteriallapietra/
- Pizzeria Iris
oogle.com/search?gs_ssp=eJzj4tVP1zc0TLfMqjRKKy8xYLRSNagwMTe3SLVMMrFINTEzNU1KsTKoSElNNDcySTG3MDK3sDRJNPASLsisqkotykxUyCzKLFZIzUtNzwcALkkWrQ&q=pizzeria+iris+enego&rlz=1C1KDEC_itIT924IT924&oq=pizzeria+iris&aqs=chrome.1.69i57j46i175i199i512l7j0i512j46i175i199i512.5504j0j15&sourceid=chrome&ie=UTF-8
- TESORI DEL FORNAIO

- HOTEL SAN MARCO

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- SUPERMARKET STELLA ALPINA CON MACELLERIA ANNESSA

- SUPERMERCATO TUTTO DISCOUNT

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RIFUGIO VALMARON











































































































































































